28 aprile 2011

e farlo durare, e dargli spazio.



l'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà, se ce n'è uno è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni che formiamo stando insieme. due modi ci sono per non soffrirne.
il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

(i.calvino - le città invisibili)

8 aprile 2011

(io)

ciao.
oggi ho preso un quadernino che sa di quadernino nuovo. devo scriverci le cose per 123 giorni. così mi infilo negli spazi fra i momenti, tutti. dappertutto. questo è il mio grande piano.
ciao.
laura

22 febbraio 2011

mandorla.

...vorrei che hai tanti amore di quelli scemi, che fanno girare la testa e ronzare i calabroni nella pancia: tutti non fanno che ricordarmi che l'amore nella vita non è tutto, e certamente hanno ragione. ma che ti devo dire? i giorni più felici che ho passato sono stati quelli che ho passato innamorata. magari di qualcuno che non ne valeva affatto la pena, ma che fà?
non c'è cosa piu bella di svegliarsi in un letto dove non avevi mai dormito prima di quella notte, e pensare: ecco, in questo momento non mi manca niente. e quindi vorrei che di quel genere di mattine tu ne vivi tante. ma naturalmente che poi, a un certo punto, trovi la persona giusta( giusta per te intendo). io non ci sono riuscita, ma ancora ci spero.
il problema è che gli uomini rimangono incantati quando allo zoo vedono per la prima volta una giraffa: ma poi a casa preferiscono un cagnolino.
è per questo che vorrei che cresci rara come una giraffa in città, ma con l'istinto domestico del cagnolino.
vorrei che nei momenti di disperazione non ti viene in mente di invidiare la felicità degli altri, le fortune, i successi degli altri, le certezze, i risultati, le luci nelle case degli altri: dappertutto c'è del bene, dappertutto c'è del male.
vorrei pensarti sempre più forte di quello che potrà capitarci.
insegnarti a cucinare. a riconoscere i nomi delle piante.
vorrei che trovi un amico come per me è lui, qualcuno che mentre tutto il resto gira e cambia, rimane fermo.
che litighiamo quel poco che basta per capire che siamo davvero importanti l'uno per l'altra. che ti crescono i capelli lisci(quelli ricci pare che sono una scocciatura)...


(c. gamberale)

11 febbraio 2011

25 gennaio 2011

io oggi ho cinque anni e mezzo.
e voglio sentire così.

16 gennaio 2011


in tutte le cose puoi vedere quello che vuoi.
una stampella che è un gabbiamo. una lampada un fungo. le tue mani dei vestiti.
a volte è difficile contenere. allora ci metto gli argini di girelle di liquirizia.
a volte è meglio lasciar scorrere. prendere una zattera e navigar dentro.
ho imparato a fare la marmellata. e ho visto dove si sono conosciuti i miei nonni.
c'erano le peonie e le ortensie lì. e tanto amore nel mezzo. e intorno.
in tutte le direzioni.
mi insegni qualcosa anche se dici che la so già fare? ci sono mille modi sempre nuovi.
le parole belle di oggi sono. susseguire. battibaleno. polpettone.
ciao.


(img: qui)

8 gennaio 2011




io oggi ho imparato che le tazze si tengono con due mani. che c’è un sacchetto che profuma di pulito. che esiste via della pastafrolla. che c’è un libro giallo con una storia di condivisione. che sentire ridere le persone è come conoscerle un po’. che le rughe ci parlano. che l’acqua si può bere anche nei vasetti di vetro delle conserve. che esistono posti e persone serene dove perdersi. che i limoni cileni non valgono una cippa.

e il resto è tutto qui. qui

3 gennaio 2011

era ovvio ed era una poesia.



"Te lo ricordi? Te lo ricordi il mare? La nostra alba sul mare, che ci piaceva tanto? Ci piaceva tanto perché era come noi, Faye. Quel mare era ovvio. per tutto il tempo stavamo guardando quancosa di ovvio."
Le da un pizzicotto a un capezzolo, tanto delicatamente che Faye neanche se ne accorge. "I mari sono mari solo quando si muovono", sussurra Julie, "Sono le onde a impedire che i mari siano semplicemente delle enormi pozzanghere. I mari sono fatti soltanto delle loro onde. E ogni onda del mare alla fine è destinata a incontrare ciò verso cui si muove, e a infrangersi. Tutto quello che avevamo davanti agli occhi, tutte le volte che me lo chiedevi era ovvio. Era ovvio ed era una poesia, perché eravamo noi."

D.F.Wallace


(grazietu*)

1 dicembre 2010

e lo stupore e la bellezza sono le uniche cose che vuoi seguire.

(scalda)