5 marzo 2008

il mercoledì è il giorno della frutta a scuola.





stanotte ho sognato di essere in una stradina piena di ghiaia immersa in un bosco verde verde.
cadevo e mi sbucciavo un ginocchio.
dalla ferita però non usciva sangue solo rosso, ma blu giallo verde rosa nero bianco. a goccioline.
tipo lacrime.


stamane ho comprato due piantine.
un cactus piccino e una calancola bianca.
ora attendo il profumo di gelsomino dal giardino.


adesso metto le mani e gli occhi sulla carta.
alzo la sciarpa fin sopra il naso.
faccio conti che non tornano ma che faccio tornare.
senza barare.
eppoi.




pagina 4. paragrafo 2.
non ho paura di cadere. ma di essere lasciata andare.

ciao vado a vedere doraemon.

[img: qui ]

7 commenti:

Yolar ha detto...
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neru ha detto...

lo sapevo! era solo questione di tempo.
anche più del ritmo, mi piacciono le immagini che evochi, piccola amélie -spero non ti dispiaccia-.
ho una domanda: mi insegni come si fa a far tornare i conti che non tornano senza barare?
ho un ricordo: è difficilissimo "essere lasciati andare", si sente sempre uno strappo ma si fa e poi è un volo.
ciao

Anonimo ha detto...

non mi dispiace per niente rugiada:)

mi sa che nun lo so come si fa a far tornare i conti senza barare eheheh.
ci si prova. si fa.
senza dirsi bugie. forse.




grazie tu:)

lali

Akinogal ha detto...

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Akinogal ha detto...

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MissTacchi A Spillo ha detto...

ehehhe, ho trovato il tuo blog grazie a twitter. scrivo queste cose che scrivi tu in un quadernino.. ho anche una liste delle cose che vorrei fare, da spuntare quando le ho fatte. Solo che sono tutti sogni e faccio fatica a spuntarle. Ma ci credo un sacco.
Non ti vergogni un po' quando scrivi queste cose che sai che gli altri leggerannio? tanta gente secondo me non capisce..

Anonimo ha detto...

vergogna?
no vergogna no.
ho smesso(posto io l'abbia mai fatto) di chiedermi chi capirà e chi no.
credo di saper scrivere solo così. e mi piace.
io scrivo. se mi va. quando mi va. senza prendere il tutto troppo sul serio. buh. :))

per il resto, anche io scrivo su un'agendina. tutta e solo mia.
trullallà
gh*

lali.